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Pubblica lettera di scuse e non solo
Lunedì 08 Dicembre 2008 16:31
 Caro Luca,  

con questa lettera desidero scusarmi con te per averti risposto male all’ultima assemblea generale, martedì sera. Sono sinceramente dispiaciuta di averti messo a disagio e di averti mortificato. La cosa che più mi rincresce è che tu abbia pensato che non mi importasse nulla di te o che mi interessasse scusarmi solo formalmente. Questo non è vero, e spero di riuscire a trasmettertelo con le mie parole. Mi dispiace semmai di averti causato dolore, perché non sono indifferente al tuo disagio, non lo sono a quello di alcuna persona. Quella sera me ne sono andata col dispiacere. Scrivo quindi perché tu possa trovare riconoscimento e riparazione in queste parole che ti devo.  
 
Sappi anche che la mia frase non è stata premeditata né pensata per colpirti. È stata solo una reazione immediata. È accaduto che all’assemblea ognuno ha affermato la propria posizione, e ha avuto anche modo di ripeterla. Poi però è stata presupposta la disponibilità di tutti a estendere la conversazione a oltranza, pur senza argomenti nuovi. E a un certo punto questa pretesa di disponibilità è uscita, ai miei occhi, fuori misura, perché erano le 21:30, non avevo nulla nello stomaco dal pranzo, la mia giornata era stata faticosa (non ero la sola). Così la situazione mi è parsa diventare una forzatura, ed è a questo che ho reagito, all’indifferenza che percepivo verso il mio limite, verso la mia debolezza, come anche al lavoro che avevo fatto per realizzare lo sciopero. A prescindere da quale fosse la tua intenzione, che non conosco, questo è stato il mio vissuto. Così sai che la mia reazione è stata solo il tentativo di mettere un limite a qualcosa che vivevo come eccessivo, e non una volontà di causarti imbarazzo. Solo che avrei dovuto farlo con altre parole.  
 
Ora vorrei farti una domanda, perché mi è rimasto un dubbio che ti chiedo di chiarirmi. Non ho capito se le modalità della scorsa assemblea siano state un caso o invece il frutto di un metodo preciso.  
Ipotizziamo che in una futura assemblea abbiamo un nuovo confronto, che tu mi esponga la tua posizione, che io la ascolti, la ponderi, la valuti, e infine che prenda una posizione, e che questa posizione sia differente dalla tua. Che allora tu mi faccia presenti altri aspetti, e che la mia valutazione rimanga comunque non concorde. A questo punto che cosa pensi faresti? Insisteresti ancora per ottenere il cedimento della mia posizione, fosse pure per stanchezza e contro la mia volontà? Un mio no, per quanto ragionato, sarebbe destinato ad essere reinterrogato a oltranza fino a che non aderissi alla tua posizione? Se la risposta è sì, allora mi sottrarrò ad ogni futura conversazione con te, perché non desidero espormi a una continua effrazione. Non posso legittimare uno stile di conversazione se sfrutta tecniche di molestia morale.  
 
Se invece il tuo intento è quello di sollecitare con le tue domande i miei schemi mentali, di farmi mettere in discussione il mio pensiero (e lì ti fermi), fin qui non c’è nulla di male, posso ascoltarti e dialogare senza problemi. Purché gli interlocutori siano disposti a correre il rischio di sentirsi rispondere un no, va tutto bene. Se possiamo sopportare il no dell’altro, se gli riconosciamo la legittimità di una posizione diversa, se rispettiamo il diritto di dissentire, allora può finire anche con una pacca sulla spalla. Possiamo starci simpatici, stimarci, anche se la pensiamo in modo diverso. Il che significa anche rendere possibile parlarci altre volte ancora, dandoci ulteriori occasioni per capirci reciprocamente (non sempre si capisce tutto subito, anzi, direi mai).  
 
Ti sarò molto grata se potrai chiarire il mio dubbio, cioè, in breve, se il tuo scopo è rompere le mie abitudini mentali per rendere possibile un pensiero innovativo, oppure se intendi invece andare oltre il piano del pensiero e della valutazione cosciente e rompere proprio me, forzarmi tout court, sfondare l’interlocutore. Se la tua posizione è la prima sono certa che potremo parlarci e mi farà molto piacere. Ti ringrazio e ti auguro una buona giornata,  
 
Alessandra

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Anonimo     |213.149.8.xxx |2009-07-17 11:38:21
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