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Trieste de-gelminizzata
Venerdì 21 Novembre 2008 15:47

Comunicato Stampa: 

Il ministro dell'istruzione e dell'università Mariastella Gelmini ha rinunciato alla sua visita alla SISSA di Trieste, programmata per martedì 25 Novembre alle 14. Questa decisione è pervenuta dopo la comunicazione della notizia che gli studenti medi e universitari della città stavano organizzando un corteo di protesta per contestare le sue annunciate "riforme" di scuola e università. Riteniamo queste "riforme" puramente di facciata, propagandistiche, e ribadiamo la nostra richiesta di una riforma vera e condivisa, che prima di tutto aumenti gli investimenti nell'istruzione invece di tagliare i fondi, favorire la privatizzazione e ridurre il numero di docenti e ricercatori.

Interpretiamo questa rinuncia come motivata da paura della contestazione e del confronto aperto con gli studenti, e sinceramente ce l'aspettavamo in quanto da un m ese a questa parte (ovvero da quando è iniziata la mobilitazione degli studenti contro i tagli) il ministro ha rinunciato alla massima parte dei suoi interventi pubblici, rimanendo sempre a Roma e adducendo scuse pretestuose.

Per festeggiare tutti assieme questo avvenimento, gioiosamente battezzato "La de-gelminizzazione di Trieste" vogliamo lanciare un appuntamento per gli studenti e i cittadini tutti per martedì 25 novembre alle ore 15e30 in P.zza Cavana. Verranno diffuse informazioni sulle motivazioni della protesta, accompagnate da un rinfresco con vin brulè per tutti.

!! In caso di pioggia l'appuntamento si sposta all'Atelier dei Saperi Liberi [Univ centrale, edificio A, lato destro] - Per info: 339-4675812 (Marco) | 340-6462916 (Paolo) 

- [ scarica il flyer ]

 
25 nov. Chiediamo il blocco delle lezioni!
Giovedì 20 Novembre 2008 16:07

Caro rettore..cari professori..

il 25 novembre sarà un mese che insieme abbiamo lanciato un allarme tragico in questa città, lo stesso che centinaia di migliaia di studenti lanciano in tutta Italia.

E' un buon giorno per una polemica di dignità.

La scuola è sotto attacco, l'università è sotto attacco, la ricerca è sotto attacco. Vogliono smantellare il sistema pubblico e comune di Istruzione per trasformarlo in un mostro privato e classista.

Intanto trovano decine di miliardi da dare alle banche e al sistema che ha provocato questa crisi.

E' la "loro" crisi non la nostra e non pagheremo noi, non la pagheranno la scuola e l'università, di tutti, i precari, gli studenti e chi da anni già si paga la crisi.

Noi, noi tutti, ci ribelliamo. Non collaboriamo e non collaboreremo mai.

Dovranno passare sui nostri corpi: che ci provino il 25, noi non ci sposteremo!!

Per questo vi chiediamo di essere con noi per impedire alla Gelmini di raggiungere l'inaugurazione della Sissa: questa ipocrisia non deve passare!

CHIEDIAMO IL BLOCCO DELLE LEZIONI PERCHE' TUTTE E TUTTI SIANO LIBERI DI VENIRE

Martedì 25: appuntamento a Barcola alle 11.00

!!Trieste libera dalla Gelmini!!

 
25 nov. | Trieste ripudia la Gelmini
Giovedì 20 Novembre 2008 11:25

Martedì 25 novembre il ministro Gelmini vorrebbe venire a Trieste alla Sissa con il chiaro intento di "farsi bella" davanti a giornalisti e telecamere. Un ministro che fa solo finta di confrontarsi con gli studenti ma che in realtà va avanti con il suo progetto di privatizzazione dei saperi. Noi non vogliamo che il ministro sfrutti la nostra città come un palcoscenico.

Fermiamo la Gelmini, diffendiamo la Sissa!

Appuntamento per tutti martedì 25 novembre alle ore 11.00 a Barcola (capolinea della linea 6)

 
Salviamo il manifesto
Lunedì 17 Novembre 2008 01:45
La nuova legge sull'editoria rischia seriamente di far chiudere parecchi giornali italiani. Molti di questi probabilmente non li legge più nessuno ma tra questi c'è "il manifesto" che ha un'importante storia giornalistica e soprattutto è stato fondatore di un vero e propio stile giornalistico. A partire dalle sue Prime Pagine, passando per le vignette di Vauro e continuando con i suoi reportage ormai rari tra gli altri giornali.
Questo gruppo si rivolge a tutti quelli che "il manifesto" vorrebbero salvarlo a prescindere dal condividere o meno la legge sull'editoria.

Informazioni di contatto

Sito Web:

Notizie recenti

Giorgio Bocca: «Sento puzza di fascismo e stampa di regime»
Loris Campetti

Non usa mezze parole per raccontare l'esistente, Giorgio Bocca. Un esistente brutto che lascia poco spazio all'ottimismo. L'abbiamo cercato per avere un'opinione sullo stato dell'informazione in Italia, sulla sua concentrazione in poche mani e sul tentativo del governo di chiudere le voci libere, fuori dal coro. Non serve dire che l'abbiamo trovato ben preparato in una materia «che ha direttamente a che fare con la democrazia e la libertà d'espressione». Bocca non è soltanto uno dei padri del nostro giornalismo, è da sempre un occhio attento puntato sulla società, sulla politica e sui poteri.
Chi non ha partiti e padroni alle spalle e per giunta si permette di dissentire deve tacere. È questo il messaggio che arriva dal governo Berlusconi? E se è questo, quale natura e quali esiti sottende?
Ho appena finito di leggere una lettera sul Foglio dove si sostiene che la colpa della ferocia attuale è dell'antifascismo, da cui sarebbero nate tutte le tragedie del secolo. A me sembra vero il contrario: l'antifascismo è
stata una battaglia per garantire a tutti, tra l'altro, la libertà di avere idee e poterle esprimere. Ne deduco che, se oggi si impongono manovre come quella che punta a chiudere le testate indipendenti dal potere e dalle sue
direttive, questa è la conferma che la preoccupazione di chi teme un ritorno al fascismo non è poi così campata in aria.
Forse in altre forme, con altri mezzi?
Io conosco per esperienza diretta e per lo studio della storia il fascismo, e oggi percepisco nuovamente il ritorno di quella minaccia. Come allora, di fronte a una sventura la gente resta sorda, non si accorge dei rischi che corre la democrazia. Aggiungo che anche parte della sinistra e delle forze democratiche ritiene che si può andare d'accordo con chi oggi ha in mano la politica, il potere. Non so se le forme del ritorno di una cultura fascista
siano così diverse da quelle di ieri, so che l'esito è lo stesso: prepotenza, repressione, magari anche galera. Diceva Benjamin Disraeli (scrittore e uomo politico, primo ministro inglese nella seconda metà dell'800, ndr ) che con la giustificazione della necessità si compiono i delitti più spaventosi. Anche ora, in nome delle difficoltà, certo quelle economiche dello stato, ma anche in nome dell'esigenza di razionalizzare e modernizzare l'informazione, liquefanno la democrazia e stanno uccidendol'informazione. Si sbandiera l'idea di progresso per introdurre ogni nuovo mezzo, che automaticamente si trasforma in strumento nelle mani dei padroni e non certo dei dipendenti. Così la libertà sfuma, e a questo processo si accompagna il taglio dell'ossigeno all'informazione libera e democratica.
La stampa democratica perde copie, quella di sinistra rischia il collasso.
La controriforma della legge dell'editoria che cancella il diritto soggettivo al sostegno pubblico può rappresentare il colpo di grazia. Almeno per il manifesto . Come mai tutto questo non fa scandalo?
Perché l'opinione pubblica è sensibile nei confronti di chi ha in mano il potere, e l'informazione rafforza, deve rafforzare questo potere. È un circolo vizioso pericolosissimo il rapporto tra un potere autoritario come
quello che oggi ci schiaccia e un'informazione di regime che «forma» l'opinione pubblica. Berlusconi sostiene di avere il consenso del 70% degli italiani, forse esagera, ma il 60% ce l'ha dalla sua. Non vorrei essere nuovamente pessimista, ma temo che dovremo adattarci a forme di resistenza e lotte di minoranza.
Ma le minoranze restano mute, se i mezzi di informazione liberi vengono soppressi con lo strumento della manovra economica del governo.
È ovvio, bisogna salvare le voci libere. Ma non posso non chiedermi se sia ancora possibile riuscirci. Certo non vorrei accodarmi a una marea generale portatrice di disastri. Vedo davanti a noi un lungo periodo di crisi democratica perché vedo crescere, nell'Italia di oggi come avvenne in quella che ho conosciuto e combattuto da ragazzo, l'idea che i problemi debbano essere risolti d'autorità da qualcuno lassù. Questa idea, che ieri invocava il Duce, ha ancora successo tra gli italiani.
Se a questo siamo, c'è una responsabilità collettiva. È difficile tener fuori la sinistra.
Sì, ci sarà pure una responsabilità collettiva. Ma in una situazione in cui la sinistra e una storia comune vengono attaccate da tutti i fronti, non me la sento di sparare sulla mia parte, non ho alcuna intenzione di accodarmi alle crociate di Pansa. Per chiudere con l'informazione, non mi rassegno all'esistente ma pavento un futuro in cui i giornali schifosi camperanno mentre quelli liberi saranno crepati.
(il manifesto)
 
LETTERA DALL'ONDA
Lunedì 17 Novembre 2008 01:36

L’Onda Anomala non si rappresenta. Informazione dal basso verso il basso.

Dall’Assemblea No-Gelmini di Bologna nasce l’idea di inondare i cittadini italiani di nuova informazione, fatta da noi e recapitata loro direttamente e senza spese.

Abbiamo ideato una “strategia del contagio”, di cui ognuno deve farsi portatore e praticante. I governanti spediscono “lettere alle famiglie italiane” a spese dei contribuenti; noi invece porteremo alle famiglie lo stesso numero di lettere a nostre spese (praticamente gratis) consegnandole direttamente al destinatario!

L’idea è quella che ognuno possa rendersi protagonista di un’informazione autogestita, attingendo da una banca dati di cui egli stesso è o è stato partecipe in quanto attivo nel movimento. In questo modo, anche chi non ha il tempo necessario per dedicarsi pienamente alla causa, può dare il proprio contributo diffondendo la Lettera dall’Onda.

Chiediamo quindi ad ogni singola persona di stampare più copie della LETTERA DELL'ONDA ed imbucarle a vicini di casa e conoscenti. Imbustate il documento, scrivete sulle buste come destinatario “l’intera popolazione” e come mittente “l’Onda Anomala”. Se 1.000 persone avranno 20 buste, porteremo la lettera a 20.000 famiglie, se 50.000 persone avranno le buste, a 1 MILIONE di famiglie.

 

INONDIAMO L’ITALIA CON I NOSTRI CONTENUTI!

Cominciamo subito dalla grande manifestazione del 14 a Roma!

 

more info su: --> http://anomalonda.wordpress.com/

 
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