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L'Ateneo ha deciso con una mossa d'autorità di appropriarsi di metà della sala di lettura della nostra biblioteca di Storia. L'idea è di trasformarla in un magazzino libri, dove vogliono mettere libri della biblioteca di Scienze dell'Antichità (via Lazzaretto Vecchio 8) in attesa della ristrutturazione di via Lazzaretto Vecchio 8, cosa che richiederà almeno 5 anni. Ciò significa che l"occupazione" durerà molto a lungo, con conseguente grave danno per i nostri studenti, che si vedranno privati di alcune decine di posti-studio in sala lettura. Lunedì 15 dicembre alle ore 15 verrà il rettore insieme al suo aiutante per le faccende edilizie a fare un sopralluogo dopo che il nostro Dipartimento ha fatto dura opposizione e ha votato una delibera CONTRO questa operazione. Noi vogliamo invece che la biblioteca di Stoia - una della più importanti e ricche dell'università - diventi una biblioteca a scaffale aperto e ad accesso libero, come anche il Sistema Bibliotecario d'Ateneo (che gestisce tutte le biblioteche) intendeva fare prima di questo voltafaccia. Noi vorremmo che la nostra Sala di lettura lunedì 15 dicembre fosse il più possibile affollata di studenti. NON SI TRATTA - SIA CHIARO - DI FARE UNA MANIFESTAZIONE, UNA PROTESTA: VOGLIAMO SOLO FAR VEDERE QUANTO FREQUENTATA E' LA SALA DI LETTURA. Non deve accadere certo che il rettore trovi una sala lettura semideserta. La sala di lettura è uno spazio riservato agli studenti, nel quale noi abbianmo investito, dove abbiamo realizzato la copertura wireless a nostre spese molto prima che all'università venisse in mente, e che noi vogliamo resti integra per l'uso e il vantaggio degli studenti sia di Storia sia non di Storia e anche degli utenti esterni. A lei mi appello perché mobiliti un bel po' di studenti e li porti in Biblioteca del DISSA in via Economo lunedì 15 alle 15, per il tempo della visita del rettore. Conto su di voi: è un aiuto che ora voi studenti dovete a noi, ma in fondo anche a voi stessi, dopo le iniziative comuni che ci hanno visto fianco a fianco. Mi raccomando, Cordialmente Guido Abbattista
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